Lui & Lei
L'appuntamento
24.05.2026 |
845 |
4
"Marco aveva posato le mani sui fianchi di lei per stringerla ed assecondare i suoi movimenti..."
“Ma dai, è ovvio che se la sta facendo con qualcuno”.“Eh, infatti, altrimenti non si spiegherebbe perché ogni due-tre settimane passa la pausa pranzo in bagno a farsi bella e poi si prende delle ore di permesso”
“Mah… povero marito”
Lisa sentì le colleghe nel corridoio che stavano parlando di lei, sorrise, si sciolse i capelli pettinandoli per bene, si mise due grandi anelli d’oro come orecchini, un filo di trucco che facesse risaltare i suoi lineamenti ed un bel rossetto rosso fuoco, come piaceva tanto a lui.
Finita la pausa pranzo, tornò in ufficio, prese gli occhiali li ripose nella custodia, spense il pc, salutò tutti, colleghe pettegole comprese, ed uscì, quel giorno si era presa il pomeriggio libero.
L’appuntamento con lui era alle 15.30 sull’autobus turistico che faceva il giro della città.
Dall’altro capo della città, più o meno contemporaneamente, Marco, salutò tutti ed usci, anche lui si era preso un paio d’ore.
Le due fermate distavano circa un quarto d’ora l’una dall’altra, lui salì per primo ed andò a sedersi negli ultimi posti in fondo a destra come avevano stabilito.
Era agitatissimo.
Passò il tempo che lo separava dalla fermata in cui sarebbe salita Lisa cercando di immaginare come si sarebbe presentata.
Il trucco, il vestito.. mille particolari affollavano la sua mente.
15 minuti infiniti.
Poi arrivò la sua fermata.
Era bassa stagione, bassissima, le visite in città erano ridotte veramente al minimo.
La vide salire, il cuore gli batteva all’impazzata.
Dio com’è bella oggi.
In tutto l’autobus si potevano contare una decina di persone al massimo, ma negli ultimi posti in fondo c’era solo Marco.
Lisa andò a sedersi di fianco a lui.
La guida iniziò a parlare facendo cenno alla storia della città, ai suoi monumenti, ai suoi personaggi illustri, e così via; c’era chi tra i presenti chiedeva questo o chiedeva quello.
Loro no.
Lisa aveva scelto un vestitino corto e largo, elegante e pratico al contempo.
Mentre la guida faceva notare ai presenti che alla loro destra potevano vedere il teatro storico dove era stata la prima rappresentazione di un qualche spettacolo, Marco prese la mano di lisa e si guardarono.
Si scambiarono un veloce sorriso di intesa, poi Lisa si abbassò le mutandine, senza toglierle.
Marco si slacciò la zip, la mano di lei si fece strada all’interno dei suoi pantaloni cercando il suo cazzo.
Iniziò ad accarezzarlo, lui le mise una mano in mezzo alle gambe per sentire la pelle calda delle sue cosce.
La mano di lei aveva preso il cazzo di Marco bello stretto e si stava muovendo su e giù, non ci volle molto perché diventasse duro come il marmo, sbucava fuori dalla zip in tutta la sua possenza.
La figa di Lisa era bagnata, aveva una voglia pazzesca anche lei.
La guida stava facendo notare come le strade a quel punto formassero un crocivio così inconsueto.
Mentre tutti i presenti nei sedili davanti a loro erano intenti ad osservare le strade, Lisa con un movimento quasi impercettibile, salì su di lui.
Le sue mani stringevano i braccioli del sedile mentre lei dolcemente si lasciava scendere su di lui facendo si che il suo cazzo la penetrasse.
Il suo viso assunse un’espressione di goduria, di piacere, sentire Marco dentro di lei era sempre un’emozione bellissima.
Lasciò i braccioli e si sedette su di lui con tutto il suo peso, Marco era completamente dentro di lei.
Iniziò a muoversi piano avanti e indietro, piano, in maniera quasi impercettibile, le sue mani ora erano sulle gambe di lui stringendole vigorosamente.
Marco aveva posato le mani sui fianchi di lei per stringerla ed assecondare i suoi movimenti.
Stavano danzando, era una danza del sesso, dolce, morbida, calda, travolgente.
Lei si muoveva, lei stava decidendo il ritmo del suo piacere e di quello di Marco, lento e cadenzato.
“Alla vostra sinistra potete vedere ora il fiume che compie un’ansa particolare dove avvenne la famosa battaglia” continuava imperterrita la guida al microfono del pullman.
Indifferenti a tutto ed ormai estraniati dalla realtà circostante, Lisa aveva cambiato movimento ed ora saliva e scendeva lungo il cazzo di Marco.
Saliva fino a farlo quasi uscire del tutto e poi di nuovo giù per farlo rientrare completamente dentro di se, i movimenti erano sempre lenti e misurati.
La cappella di lui pulsava dentro di lei, le sue mani ora erano sul seno di lisa.
L’ampia scollatura del vestitino gli permetteva di infilare agevolmente le mani, sentiva la pelle calda delle sue tette ed i capezzoli turgidi di piacere.
Il saliscendi di Lisa su di lui continuava ininterrottamente mentre al contempo il suo corpo si muoveva ritmicamente avanti e indietro.
L’estasi di entrambi era al culmine.
Lui sentiva di non averne più per molto.
Afferrò Lisa per le spalle e la spinse giù per penetrarla il più possibile in profondità.
Senza emettere alcun gemito Marco venne e con un getto caldo e potente le riempì la figa di sperma.
Lei, complice perfetta, raggiunse il piacere nel più totale silenzio.
Restarono così alcuni istanti, poi lei con un movimento delicato scese dal grembo di Marco e tornò a sedersi nel sedile a fianco al suo, giusto in tempo per sentire la guida che salutava tutti congedandosi e ringraziando tutti per la bella escursione vissuta insieme.
Lei scese alla fermata da cui era salita e così fece anche lui.
Alle 18.30 come al solito Marco fece rientro a casa, come se nulla fosse successo.
Lei era già li, intenta a preparare la cena.
I bambini gli corsero incontro urlando “papà papààààà oggi ho fatto questa cosa.. nooo prima io… nooo io sono più grande… mammaaaaaa….”
Il cane gli saltò addosso per fargli le feste, sporcandogli i pantaloni.
I suoceri, che vivevano con loro, lo assalirono tempestandolo di domande su questo e su quello.
“Amore, ciao” disse sua moglie andandogli incontro per baciarlo.
“Ciao Lisa” rispose lui.
“Oggi è stato meraviglioso, non l’avevamo mai fatto così spudoratamente in pubblico, però ci voleva proprio un momento solo per noi” gli sussurrò lei piano all’orecchio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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